IL BUIO
Rea — Il buio custodito

Rea e il buio custodito

La notte non serve a nascondere il mondo: gli dà il tempo di fermarsi e riposare.

⏱ 5–7 minuti 🌙 6–9 anni
ProtagonistaRea la Volpe RaccoltaIl Buio Età6–9 anni
Da sempre, in ogni cosa viva, scorre qualcosa.
Lo chiamano il Respiro Antico.
È nelle radici, nel vento, dentro di te.
Fai un respiro piano. La storia sta per cominciare.

Ogni sera, quando il sole scendeva dietro le colline e il Bosco cominciava lentamente a cambiare colore, Rea usciva dalla sua tana. Aveva un'abitudine tutta sua. Seguiva il sentiero tra gli alberi, attraversava la radura e arrivava fino al ruscello. Poi tornava passando vicino ai nidi, alle tane e ai grandi tronchi che durante il giorno offrivano ombra agli animali. Rea chiamava quella passeggiata il suo giro del buio.

Naturalmente sapeva che la notte non aveva bisogno di lei per arrivare. Eppure le piaceva pensare che qualcuno dovesse controllare che si sistemasse bene dappertutto. Che coprisse i nidi degli uccelli. Che avvolgesse le tane sotto terra.

Che lasciasse riposare gli alberi dopo una lunga giornata di vento e sole. Quella sera, vicino al ruscello, incontrò Bianco. Il coniglio era fermo sul sentiero e guardava verso una zona del Bosco dove gli alberi crescevano molto vicini tra loro. Tra i tronchi non si vedeva quasi nulla.

«Dove vai?» domandò Bianco.

«A fare il mio giro.»

Bianco inclinò le orecchie. Rea sorrise.

«Il giro del buio.»

Bianco guardò di nuovo gli alberi. Non era molto convinto. Rea si incamminò senza fretta e, dopo qualche esitazione, sentì le zampette di Bianco seguirla. Camminarono vicino ai nidi.

Di giorno quel punto del Bosco era pieno di richiami e battiti d'ali. Adesso si sentiva soltanto il vento muovere appena le foglie. Attraversarono la radura. L'erba, che nelle ore di luce sembrava sempre agitata dal passaggio degli animali, si muoveva lentamente sotto la brezza della sera. Bianco osservava tutto.

«Sembra un altro posto», disse.

Rea scosse piano la testa. Era lo stesso Bosco. Solo più quieto. Continuarono fino a raggiungere il gruppo di alberi che Bianco aveva guardato da lontano.

Lì il buio era più fitto. Il coniglio si fermò. Rea non lo spinse ad andare avanti. Si sedette semplicemente accanto a lui.

Davanti a loro i tronchi erano quasi neri e i rami si confondevano con il cielo. Per qualche momento rimasero in silenzio. Poi Rea raccontò a Bianco che, quando era più piccola, le piaceva immaginare il buio come una grande coperta. Una coperta enorme, abbastanza grande da coprire tutto il Bosco.

Durante il giorno gli alberi crescevano, gli animali correvano, le api volavano, gli uccelli riempivano l'aria di richiami. La sera arrivava la coperta. Non per far sparire quelle cose. Gli stava rimboccando le coperte per la notte, come fa una mamma con i suoi figli.

"La sera arrivava la coperta. Non per far sparire quelle cose. Gli stava rimboccando le coperte per la notte, come fa una mamma con i suoi figli."

Bianco guardò nuovamente davanti a sé. Pensò agli uccellini nascosti nei nidi. Alle api ferme. Alle tane chiuse e calde sotto terra.

Persino i grandi alberi sembravano più tranquilli. Ripresero il cammino. Un fruscio fece drizzare le orecchie di Bianco. Rea si fermò con lui.

Aspettarono. Una foglia secca rotolò sul sentiero. Poco dopo si sentì un piccolo colpo. Questa volta Bianco riconobbe subito il rumore di una ghianda caduta.

Il Bosco non era silenzioso. Respirava in modo diverso. Più lentamente. A ogni passo Bianco cominciò a distinguere qualcosa che prima il buio nascondeva tutto insieme: un tronco, una pietra, una radice, il profilo di una tana.

Non aveva improvvisamente smesso di preferire il giorno. E alcune zone molto scure continuavano a non piacergli. Ma non gli sembravano più un grande vuoto pronto a inghiottire ogni cosa. Quando arrivarono al bivio che portava alla tana di Bianco, Rea si fermò.

Sotto le loro zampe la terra era fresca. Il vento passò nell'erba. Bianco pensò al Bosco addormentato sotto quella grande coperta invisibile. E per un istante gli sembrò di sentire anche il Respiro Antico scorrere sotto le radici, lento e tranquillo come il respiro di qualcuno che finalmente si è addormentato.

Fece qualche passo verso casa. Poi si voltò.

«Domani fai ancora il tuo giro?»

Rea annuì. Lo faceva ogni sera. Bianco rimase a pensarci. Forse, qualche volta, sarebbe tornato con lei.

Rea riprese il sentiero. Dietro di lei il Bosco diventava sempre più scuro. Ma non sembrava vuoto. Sembrava soltanto un mondo stanco che, poco alla volta, si stava mettendo a riposare.

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