Lo chiamano il Respiro Antico.
È nelle radici, nel vento, dentro di te.
Fai un respiro piano. La storia sta per cominciare.
Rea sentì il fruscio prima ancora di vedere da dove arrivasse.
Si trovava poco lontano dalla tana e i suoi cuccioli stavano dormendo all’interno.
Si fermò di colpo.
Le orecchie si alzarono e il cuore prese a batterle veloce.
Tra i cespugli comparve un grosso tasso. Non sembrava cercare una lotta, ma si era avvicinato troppo all’ingresso.
Rea tremava dalla paura. Conosceva bene quella sensazione fredda che le attraversava il petto e le rendeva le zampe rigide.
Poi pensò ai cuccioli dietro di lei, nella tana a riposare tranquilli.
Fece qualche passo di lato fino a mettersi tra il tasso e l'ingresso. Non gli corse incontro, non cercò di attaccarlo, si tenne a distanza, con il corpo fermo e lo sguardo attento.
Emise un ringhio basso, abbastanza forte da dire: Questo posto è occupato. Qui ci sono i miei piccoli.
Rea non aveva bisogno di sembrare invincibile. Le bastava restare presente, attenta e decisa davanti a ciò che voleva proteggere.
Il tasso si fermò, annusò l’aria, guardò Rea per qualche secondo e poi cambiò direzione.
Poco alla volta il rumore dei suoi passi scomparve tra gli alberi e solo allora Rea si accorse di quanto le tremassero le zampe. Quella situazione l'aveva spaventata molto.
Aspettò ancora un po’, finché fu sicura che il tasso fosse lontano, poi rientrò nella tana e controllò i cuccioli uno per uno.
Dormivano tranquilli.
Rea si sdraiò accanto a loro e sentì il Respiro Antico scorrere nella terra, lento e caldo.
Capì che la forza non era stata non avere paura.
Era essere rimasta abbastanza lucida da proteggere i suoi piccoli senza trasformare la paura in uno scontro inutile.
Chiuse gli occhi.
Il Bosco tornava quieto e anche il suo respiro, poco alla volta, tornò quieto con lui.
Il Respiro Antico scorre ancora.
Dormi adesso.
Ci vediamo nella prossima storia.
Il bosco veglia su di te.



