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Parte IV

La grande tela

La mattina seguente Zampy trovò Nina su un fiore, con le ali aperte al sole.

La farfalla lo ascoltò mentre raccontava tutto.

I fili.

La ragnatela perfetta.

Le piccole campane di rugiada.

E soprattutto quei due punti rossi comparsi nel buio.

Quando Zampy ebbe finito, Nina rimase qualche secondo in silenzio.

«Quindi non hai visto chi c’era nel tronco.»

«No.»

«Hai visto due punti rossi.»

«Esatto.»

«E hai deciso che facevano paura.»

Zampy aprì la bocca.

Poi la richiuse.

«Detta così sembra un po’ diverso.»

Nina sorrise.

«Per questo mi hai chiamata, no?»

Poco dopo entrarono nel bosco.

Quella mattina i fili sembravano ancora più numerosi.

Attraversavano il sentiero, salivano tra i rami e sparivano sopra le loro teste.

Nina volava lentamente.

Ogni tanto si fermava davanti a un filo e lo osservava da vicino.

«Sono tutti diversi», disse.

Zampy inclinò la testa.

«A me sembrano tutti… fili.»

«Guarda meglio.»

Nina indicò un punto tra due rami.

Un filo formava una piccola spirale.

Un altro si intrecciava con tre fili più sottili.

Più avanti, alcune gocce di rugiada erano disposte una accanto all’altra come perline.

Zampy si avvicinò.

«Non sono messi a caso.»

«No.»

Continuarono.

Poi arrivarono davanti alla ragnatela che Zampy aveva visto con Rea.

La luce del mattino la attraversava.

Era ancora più bella del giorno prima.

Nina rimase immobile.

«Chi l’ha fatta deve averci lavorato per ore.»

Zampy guardò la tela.

Per la prima volta non pensò a una trappola.

Pensò a qualcuno che aveva scelto ogni filo.

Ogni distanza.

Ogni piccolo nodo.

«Forse non voleva spaventare nessuno.» disse.

Nina lo guardò.

«Forse.»

Un fruscio arrivò da sopra di loro.

Zampy alzò immediatamente la testa.

Qualcosa si mosse tra le foglie.

Una sagoma scura.

Veloce.

Zampy fece un passo verso Nina.

La sagoma si fermò.

Per qualche secondo nessuno si mosse.

Poi apparvero di nuovo.

Due piccoli bagliori rossi.

Zampy sentì lo stomaco stringersi.

«Nina…»

«Li vedo.»

I punti rimasero immobili.

Nina però non arretrò.

Fece un piccolo volo in avanti.

«Aspetta», disse Zampy.

«Sto solo guardando.»

«Da più vicino?»

«Da più vicino.»

Zampy avrebbe preferito che Nina avesse scelto un altro modo di guardare.

La seguì.

Un passo.

Poi un altro.

I bagliori rossi sparirono.

Un ramo tremò.

Qualcosa corse più in alto.

Poi silenzio.

Zampy si fermò.

«È scappato.»

Nina annuì.

«Hai notato una cosa?»

«Che corre molto veloce?»

«Che è scappato da noi.»

Zampy rimase immobile.

Non ci aveva pensato.

Avevano passato tre giorni a chiedersi cosa si nascondesse nel bosco.

A immaginare qualcosa che li osservava.

Qualcosa che poteva essere pericoloso.

Eppure, ogni volta che si erano avvicinati…

era fuggito.

«Forse ha paura.» disse Zampy.

Nina sorrise appena.

«Forse anche lui sta cercando di capire chi siete voi.»

Un leggero tintinnio attraversò il bosco.

Le campane di seta cominciarono a vibrare.

Una.

Poi un’altra.

Poi decine.

Zampy e Nina alzarono lo sguardo.

Tra gli alberi, i fili conducevano tutti nella stessa direzione.

Verso una parte del bosco che Zampy non aveva mai notato.

Li seguirono.

Il sentiero diventò stretto.

Gli alberi si aprirono.

E davanti a loro apparve qualcosa di enorme.

Zampy trattenne il fiato.

Una ragnatela gigantesca occupava lo spazio tra quattro grandi alberi.

Non era una tela normale.

Cerchi, spirali e forme geometriche si intrecciavano formando un disegno preciso.

Centinaia di gocce di rugiada brillavano alla luce.

Sembrava una finestra fatta di stelle.

«È…»

Zampy non trovò la parola.

«Bellissima», disse Nina.

Rimasero a guardarla.

Poi, dall’altra parte della grande tela, qualcosa si mosse.

Una piccola sagoma si nascose dietro un tronco.

Per un istante comparvero ancora i due bagliori rossi.

Ma questa volta Zampy non indietreggiò.

«Aspetta!» chiamò.

La sagoma si fermò.

«Non vogliamo farti paura.»

Silenzio.

Zampy guardò Nina.

Poi tornò verso il tronco.

«Domani torneremo.»

Un filo vibrò leggermente.

Zampy sorrise.

«E porteremo degli amici.»

Quando si allontanarono, Nina si voltò un’ultima volta.

Dietro il tronco non si vedeva più nulla.

Solo una piccola estremità di filo che oscillava.

Ma stavolta Zampy non pensò a qualcosa che li stava inseguendo.

Pensò a qualcuno che forse…

stava aspettando.

Continua… Parte V — Un posto per tutti